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Gennaio - febbraio 2012
 

 

Cari amici  buon 2012,

uno degli aspetti della nostra salute che ci ha cambiato la vita  in questi ultimi decenni è la straordinaria capacità degli specialisti di farci stare bene anche dopo malattie una volta invalidanti.

Le malattie cardiovascolari, in particolare, si sono avvalse oltre che dell’Aspirina, anche della  Terapia Anticoagulante Orale (TAO) con Coumadin e Sintrom  per mantenere fluido il sangue nelle sequele di  gravi anomalie  ( infarto del miocardio, fìbrillazione atriale  ed ictus, trombosi venose, protesi valvolari, etc.) 

Quando il sangue nel nostro sistema idraulico ( i vasi sanguigni) non fluisce più bene per via di irregolarità ed incrostazioni,   lo si può rendere più fluido facendo in modo che abbia minore tendenza a coagulare.  

Si usano l’Aspirina che agisce sulle piastrine trasportate col sangue, oppure altri prodotti (ad es Coumadin e Sintrom, nella TAO) che inibiscono la vitamina K nel plasma sanguigno.

La vitamina K  fa avvenire la coagulazione, in circostanze normali,  perchè  mantiene  adeguati livelli di alcuni fattori della coagulazione.    In questo modo  l’aggregazione piastrinica si riduce  ed i coaguli nel sangue sono impediti,   riducendo il rischio di  infarti  o blocchi  della circolazione sanguigna e di “fatica” del cuore a pompare un liquido più viscoso  (e quindi reagendo con pulsazioni abnormi ed inefficaci) : un sangue più fluido è più semplice da far circolare.

D’altronde è necessario  avere sia le piastrine sia la cascata coagulativa  quando serve, ad esempio quando si deve estrarre un dente.  In questo caso è importante che il sangue non sia del tutto privo della sua capacità di formare un “tappo” che chiuda la ferita e la porti a guarigione.

Inoltre, il sangue non deve essere “troppo fluido” per non dare luogo ad emorragie interne quando qualche vaso sanguigno dovesse essere lesionato.  L’equilibrio tra queste contrapposte esigenze  (evitare emorragie ma anche coagulazioni improprie)  è stato messo a punto nei decenni passati con la Terapia Anticoagulante Orale (TAO), una delle grandi terapie del Ventesimo Secolo.  

Si tratta di  una terapia salvavita che permette a quasi un milione di italiani di gestire con grande disinvoltura malattie cardiovascolari un tempo invalidanti. Dopo il 2007  i protocolli di trattamento basati sull’evidenza  hanno fatto vedere che in numerosi casi non è necessario interrompere il trattamento anticoagulante TAO  per molte procedure odontoiatriche .  

E’ assai interessante che sia sufficiente una combinazione di procedure  sulla zona del trattamento chirurgico.  Ciò riduce il rischio di problemi coagulativi nel sistema circolatorio.   In Adec abbiamo preparato delle nuove  pratiche linee guida sull’argomento,  utili per chi avesse bisogno di fare degli interventi chirurgici orali   e stesse assumendo degli anticoagulanti.

Ancora una volta viene sottolineato il fatto che proprio con queste patologie cardiovascolari è necessario fare rigorosa manutenzione della bocca e delle gengive sia  a casa  sia in studio.   Infatti  molti di coloro che sono in trattamento antiaggregante o anticoagulante orale (TAO) trascurano di sottoporsi alle cure dentali, compresa la pulizia periodica dei denti,   per evitare il sanguinamento!     

E' invece necessario fare più frequenti sedute di igiene dentale per ridurre questa tendenza, aiutandosi a casa con un regime di pulizia domiciliare adeguato.    Ciò evita interventi successivi,  ben più difficili per il rischio emorragico. Un pizzico di prevenzione: Se il nostro sangue è meno carico di grassi ( soprattutto colesterolo, ed in particolare colesterolo LDL inferiorea  80 mg/dl  ) certamente sarà più “leggero” e più facilmente circolante per l’organismo; grazie ad una salutare alimentazione senza grassi aggiunti, inevitabilmente vegetariana.

Meglio ancora adottiamo un’alimentazione che eviti la formazione di irregolarità e incrostazioni, ed  in questo l’alimentazione vegetariana vince. Se poi la malattia dovesse richiedere by-pass o stent per ricreare un passaggio accettabile al sangue circolante allora dovreste leggere l’approccio del dr Esselstyn leggete le pagine 5-6 del libro (in inglese)

 

Luciano Passaler

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